Lettera della Dirigente Scolastica

Carissimi tutti,

non amo abbandonarmi alla retorica o a considerazioni trite e ritrite, ascoltate e riferite dai media.

Il mio pensiero va a tutti voi, a tutta la nostra Comunità Educante, composta di tanti tasselli e di variegate identità che ci rendono unici.

Sono in ufficio e il silenzio rimbomba.

Sento la vostra mancanza.

Queste ultime sono giornate di lavoro molto intense, nelle quali, senza sosta, la Scuola sta cercando di riorganizzare la sua presenza attraverso canali alternativi, le forze dell’Amministrazione e dei Collaboratori Scolastici sono unite in uno sforzo congiunto per ottimizzare i servizi, sanificare gli ambienti, provvedere alle esigenze di un lavoro contingente.

Ma il vuoto di una scuola senza la sua materia prima, quella umana, fatta di chiacchiericci, rumori, voci è insopportabile per me.

Ho inaugurato questo anno di servizio in una realtà briosa e piena di stimoli.

La scuola vuota, gli uffici da riorganizzare in modalità flessibile, la gestione dei tempi secondo la situazione contingente, decifrabile nel corso delle ore mi rendono meno sorridente.

In questo momento vi abbraccio e vi bacio tutti, a distanza, come suggeriscono le prescrizioni, ma idealmente vi stringo forte e vi tengo per mano perché solo tenendoci per mano e continuando a sorriderci, sono certa che supereremo anche questa fase temporanea che non oscura la nostra essenza.

Dobbiamo continuare ad essere generatori di gioia in un momento di sconforto collettivo.

Ringrazio tutti coloro che intorno e insieme a me, anche a distanza, si stanno impegnando affinché tutto possa garantire la partecipazione e la comunicazione con i ragazzi e le famiglie.

Anche da lontano i docenti sono sempre coinvolti in prima linea e si premurano per gli alunni, gli uffici del personale amministrativo sono parallelamente coinvolti in uno sforzo tecnico per la gestione della situazione e i collaboratori scolastici stanno sanificando gli ambienti con alacre buona volontà.

La Scuola è sempre pronta a raccogliere le sfide.

Dedico a tutti noi questa poesia di Lawrence Ferlinghetti:

Spazza via le ragnatele.

Coltiva il dissenso e il pensiero critico.

Insegui la Balena Bianca senza arpionarla.

Piuttosto catturane il canto.

Concediti un volo sfolgorante

Un volo di immaginazione sfacciata.

Oltrepassa le grandi aspettative di chiunque e le profezie più estreme.

Genera gioia collettiva contro lo sconforto collettivo.

Libera segretamente ogni essere che vedi in gabbia.

Libera i poveri ed irrita i despoti.

Articola un suono barbaro dai tetti del mondo.

Urla il grande urlo.

Guarda l’eternità negli occhi degli animali.

Guarda l’eternità.

Non un’altra notte, ma stanotte.

Manuela

 

Lettera della Dirigente Scolastica

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